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title: "intervista ad Andrea Bianchi"
url: https://pickleball-milano.com/intervista-ad-andrea-bianchi/
date: 2025-08-05
modified: 2025-08-05
author: "maxreve"
description: "Un'intervista inconsueta per Pickleball Milano: l'autore di un libro, Un piede oltre la linea. Ma Andrea è anche un appassionato giocatore di pickleball. E forse anche per questo, il pickleball..."
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# intervista ad Andrea Bianchi

[![libro di Andrea Bianchi](https://pickleball-milano.com/wp-content/uploads/2025/08/intervista-pickleball-ad-Andrea-Bianchi-300x300.avif)](https://pickleball-milano.com/wp-content/uploads/2025/08/intervista-pickleball-ad-Andrea-Bianchi.avif)Un'intervista inconsueta per Pickleball Milano: l'autore di un libro, *Un piede oltre la linea*. Ma Andrea è anche un appassionato giocatore di pickleball. E forse anche per questo, il pickleball è uno dei protagonisti del suo giallo.

*Andrea, come nasce l'idea di scrivere questo giallo umoristico ambientato nel mondo del pickleball?***

Le storie da che mondo e mondo le fanno le persone e io ho sempre amato osservare i comportamenti, le dinamiche, le relazioni. Più giocavo in partite, open play e tornei e più si allargava la schiera di personaggi e situazioni “interessanti”. Mi sono detto: "qui c'è materiale per una bella storia!". Il pickleball è ancora poco diffuso, ancora innocente, e tutti più o meno si conoscono. L'ambiente perfetto per un'avventura piena di colpi di scena, no?

*"Un piede oltre la linea" sembra molto più di un libro sportivo...***

Esatto! Non è assolutamente un manuale o un libro tecnico - chi cerca le regole del pickleball rimarrà deluso. Anche se il glossario umoristico alla fine aiuta a capirlo. È una storia divertente e intrigante che si svolge in questo mondo. Il pickleball è solo lo sfondo, i veri protagonisti sono i personaggi e le loro avventure rocambolesche.

*Quindi "Un piede oltre la linea" è rivolto anche a chi non conosce il pickleball?***

Assolutamente! Ho scritto il libro anche perché gente come mia madre e mio suocero potessero capirlo. Avevano difficoltà già dal nome. Così con una trama avvincente, dei personaggi simpatici e dei colpi di scena l’hanno compreso senza neanche accorgersi. Certo non riescono ancora a pronunciarlo bene, ma quando io e mia moglie diciamo che andiamo a giocare a Pickleball non si preoccupano più…
E poi la soddisfazione più grande è sentirmi dire dalle persone più svariate che dopo aver letto il libro hanno iniziato a giocare.

*Gli Heavy Dinkers sembrano una squadra molto realistica. Ti sei ispirato a persone vere?***

Diciamo che chiunque frequenti i tornei riconoscerà qualche "tipo". C'è sempre il tecnico-maniaco ossessionato dalle regole, la coppia che litiga in campo, il giocatore che se la prende con tutto tranne che con se stesso, quello che rubacchia i punti... I miei personaggi sono un mix di decine di persone incontrate sui campi. Molti si riconosceranno o riconosceranno qualcuno, spero che nessuno si offenda!

*Nel libro si respira davvero l'atmosfera dei tornei. Quanto tempo hai passato sui campi per documentarti?***

Troppo! Mia moglie dice che ho usato la ricerca come scusa per giocare di più. Ma sul serio, ho frequentato tornei in italia e all’estero, open play, ho parlato con giocatori di ogni livello e stretto amicizie belle e sincere. Volevo che chi legge sentisse il rumore della pallina, la tensione prima di un match point, ma anche l’atmosfera familiare e il fascino del fair play. Ma soprattutto volevo che i non-giocatori capissero perché questo sport crea dipendenza e aggregazione.

*C'è una scena o un personaggio a cui sei particolarmente affezionato?***

Non saprei trovare un personaggio preferito, ogni volta che lo rileggo mi innamoro di uno diverso. Morgana è magistrale e tremendamente affascinante, Gerry sagace e intrigante, Francesco divertente, Jack un fenomeno. Sono tanti e tutti particolari. Ecco diciamo che essere riuscito a dare una voce univoca e riconoscibile ad ognuno è quello che mi ha dato più soddisfazione. 

*Come vedi il futuro del pickleball in Italia? Pensi che possa davvero sfidare gli sport di racchetta più tradizionali?***

Il pickleball ha un vantaggio unico: è l'unico sport di racchetta davvero sociale e inclusivo. Il tennis è bellissimo ma solitario - fai una sola partita e se giochi male, finisci subito e torni a casa. Il padel è diventato iper-competitivo e, diciamocelo chiaramente, dannoso per la salute. Nell’ambiente si dice che ortopedici, fisioterapisti ed osteopati non smettono mai di brindare e ringraziare chi l’ha inventato.

Il pickleball invece è perfetto: puoi giocare con tuo figlio di 12 anni e tuo nonno di 80, le partite durano il giusto, non ti ammazzi di fatica ma ti diverti. È competitivo quanto basta per essere stimolante, ma resta sempre un gioco. In America l'hanno capito: è lo sport che cresce più velocemente. In Italia siamo ancora all'inizio, ma quando sempre più gente capirà che può giocare divertendosi senza distruggere il proprio fisico, il pickleball esploderà.

*E questo libro credo proprio che possa aiutare a farlo conoscere e apprezzare.***

Lo spero, purtroppo strutture per giocare ce ne sono poche, ma è come nel calcio, quando c’è la voglia e la passione basta una strada e un pallone. Nel pickleball io e tanti altri abbiamo una rete smontabile in macchina, ci basta un parcheggio o un campetto qualsiasi per organizzare una bella sfida.

*Dove si può comprare il libro?***

Per ora è disponibile solo su [Amazon](https://www.amazon.it/dp/B0FHQTB4K7), sia in versione elettronica che cartacea, c’è anche una versione in inglese per divertire a appassionare gli amici oltreoceano.

 